1999 2000 2001

 

BOBBY WATSON & RAY MANTILLA JAZZ TRIBE - THE NEXT STEP(285)
"La musica di the Jazz Tribe è fresca, eccitante e innovativa. le composizioni sono una sfida ed il risultato di una collaborazione e di una friendship che dura da più di 20 anni. non e' una salsa band ne una jazz band ma una music band con un nuovo suono."
Bobby Watson

Jazz Blues & Latin Tinge. Una session al crocevia di popoli e culture che unisce il mondo latino e la musica nera, il nord e il sud del mondo. Strumentisti e solisti di livello assoluto e ritmiche che possiedono tutte le sfumature del mondo percussivo afrolatino. Un mix di personalità unite da un comune linguaggio. Il presente e il futuro del jazz.

 

HECTOR COSTITA BISIGNANI - ESTATO TODOS AHI (286)
Jazz latino americano che coniuga jazz, musiche di strada, night, edu lobo, pixinguinha e altre tradizioni. Un sound colorato e sensuale che sa farsi ascoltare per la modernita' degli arrangiamenti, le sonorita' sorprendenti, un senso inedito del ritmo e le grandi doti dei solisti. Una musica ad ampio spettro che riassume linguaggi alti e bassi in una convincente, originale e molto godibile sintesi espressiva

 

PIETRO CONDORELLI - QUASIMODO
P. CONDORELLI, F. BOSSO, F. NASTRO, P. CIANCAGLINI, P. IODICE
(289)
Sonorita' moderne e coinvolgenti, un melos che coniuga old & new sounds, una ritmica eccellente e lo stupefacente solismo di bosso fanno di questo cd un prezioso documento del miglior jazz italiano in circolazione. Con un insolito line up - chitarra, piano e tromba piu' ritmi - Condorelli produce un jazz d' alto livello espressivo e comunicativo che sa farsi ascoltare con piacere

 

FABRIZIO BOSSO QUINTET - FAST FLIGHT (287)
Un jazz moderno ma ben radicato nell'imprescindibile tradizione del BeBop e dell'Hard Bop, ecco come possiamo inquadrare questo Fast Flight.
Ancora una volta la Red Records
s'impegna a produrre dei valenti jazzisti italiani che ripagano tale fiducia dimostrando di poter competere ad armi pari col jazz americano, vantando anzi una chiarezza d'idee che spesso a quest'ultimo manca. Il CD si snoda in undici brani (cinque di Bosso), soprattutto originals, con l'aggiunta di composizioni di Monk, Hubbard e Richard Rodgers. Eccellente tecnica, freschezza compositiva, grande drive, magnifica capacità d'improvvisazione, formidabile jazz feeling; cosa si può chiedere di più? Splendido CD.
(fai click qui per l'ascolto)

(fai click qui per leggere la recensione di Paolo Treffiletti)

 

PABLO BOBROWICKY - WHERE WE ARE (288)
Scrivere di jazz diviene più difficile del solito quando ci si trova di fronte a una registrazione che rasenta la perfezione. Che si può mai dire di Kind of Blue di Miles Davis o A Love Supreme di John Coltrane? Quei lavori sono talmente perfetti in se stessi che le parole che si possono loro dedicare falliscono nel tentativo di renderne conto. Spesso mi affido a un metodo sperimentato (ma solo con gli amici più stretti!): comprate il disco e, se non vi soddisfa, vi rifonderò la spesa. Diversamente dalle mie parole, l'assicurazione di risarcimento non fallisce mai.
E sono proprio disposto a rimborsare gli ascoltatori che non rimarranno soddisfatti dagli standard jazzistici registrati da Pablo Bobrowicky. Il chitarrista argentino, che ha qualcosa in più di trent'anni e lavora per un'etichetta italiana, non ci propone versioni latine di Monk, Duke e Dizzy; piuttosto, ci pone di fronte a una visione prospettica della musica della seconda metà del XX secolo. IIl suo swing deriva da Christian, il profondo groove da Montgomery, mentre, come Hall, Bobrowicky è più a suo agio con le ballad e i motivi lenti. Quando suona un blues, posso sentire lo spirito di Tal Farlow. Il chitarrista respira jazz statunitense, lo fa scorrere nel suo grande cuore argentino e lo restituisce poi non come una traduzione ma come un paesaggio dell'anima.
La distanza concessa ai jazzisti europei come a quelli sudamericani permette loro una diversa prospettiva, un serio mutamento di orizzonte e un libero sviluppo di idee. Se poi le parole vengono meno, è solo perché si tratta di un grandioso raggiungimento musicale.
Mark Corroto - All About Jazz (fai click qui per l'ascolto)

 

BOBBY WATSON & TOKYO LEADERS BIG BAND - LIVE AT SOMEDAY JAZZ CLUB (290)
Una innovativa concezione della Big Band per le sonorità, arrangiamenti, display tecnico espresivo delle sezioni e dei solisti. Composizioni seducenti dalle ispirate linee melodiche che spaziono dal sound di Kansas City, ai grandi spazi del Mid West alle sonorità metropolitane e velluate ballads. Bobby Watson si conferma, con questo effervescente e trascinante live con i migliori solisti giapponesi, un solista, compositore e bandleader di altissimo livello, in tutto e per tutto degno erede dei grandi della storia del jazz di tutti i tempi e una delle poche figure del jazz contemporaneo capace di perpetuare e evolvere - coniugando modernità e tradizione - il suono delle grandi Big Band che hanno fatto la storia del jazz come quelle di Ellington, Basie, Herman, Thad Jones & Mel Lweis.