Fabrizio Bosso è un giovane a cui bisogna prestare particolare attenzione. Il ventisettenne torinese infatti ha affrontato un lungo studio della tromba acquisendo una grande maestria dello
strumento, che mette in rilevanza in questo splendido cd. Tuttavia non bisogna compiere l'errore di considerarlo semplicemente un virtuoso della tromba. Bosso usa il virtuosismo come mezzo per esprimere le proprie idee, senza timore di apparire troppo esoso. Infatti già nel brano di apertura,
"Fast Flight", la tromba di Bosso e il sax di Giuliani si intrecciano in modo vorticoso a creare un effetto che colpisce l'ascoltatore, senza disorientarlo, ma, piuttosto, accompagnandolo all'interno del brano.
Il quintetto è un ottimo interprete di brani come "Gibraltar", firmato Freddie Hubbard (guarda caso un altro virtuoso della tromba),
"Brother's Song", una originale composizione firmata Giuliani, e
"Family Blues", per il valore degli strumentisti e l'approccio che hanno nei confronti del jazz.
Il disco appare, oggettivamente, ben architettato, senza tuttavia eliminare l'emozione e la spontaneità del momento. In una ballad come
"Woman's Glance" è il colore e la dinamica del suono a rendere ancor più piacevole l'ascolto senza apparire scontato o, quanto meno, pianificato. Il quintetto appare solido anche in brani come questo dove si avverte la premura dei musicisti nella ricerca di un loro sound, con Bosso e Giuliani che procedono nello sviluppo della melodia all'unisono accompagnati da una sezione ritmica (piano, basso, batteria) che valorizza costantemente la bravura dei due fiati. Emozionante è pure l'esecuzione di
"Actor & Actress" in cui un Bonafede ispiratissimo diventa l'elemento catalizzante di tutta la composizione, sostenendo sax e tromba, così come avviene nella composizione di Richard Rodgers
"Too Young To Go Steady".
In tutte le composizioni si avverte come Bosso cerchi l'attenzione dell'ascoltatore per coinvolgerlo nella musica, sia essa sviluppata coralmente oppure lasciata alla bravura dei solisti. Non deve sorprendere il fatto che Bosso si sia circondato di musicisti altrettanto eccellenti e tecnicamente dotati, tra cui spicca quel
Rosario Giuliani vincitore del Top Jazz 2000 come "Miglior nuovo talento italiano". E' merito del feeling che si è instaurato nei componenti del quintetto, se il virtuosismo e il tecnicismo non sono sterili e fini a se stessi, ma vengono, appunto, usati per creare una musica fresca e giovane, un jazz che richiama la migliore tradizione mainstream e hard bop
afroamericana, pur essendo calato in un contesto italianissimo.
Paolo Treffiletti